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  • Ale Torrini

" Andong"... Corea del Sud

Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto.

Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare.

(Walter Benjamin)

Andong (Andong-si; 안동시; 安東市), è una città della provincia sudcoreana del Gyeongsang Settentrionale.

Andong è la culla del confucianesimo in Corea del Sud.

Situata nella provincia del Nord Gyeongsang, emblema dell’ospitalità coreana, è la città che meglio rappresenta il fascino antico e le tradizioni di questo paese, tappa irrinunciabile di un viaggio in Corea del Sud. La giornata tipo ad Andong inizia alla fermata dell’autobus che porta all’Hahoe Folk Village famoso per il festival che si tiene ogni anno a fine settembre e per le maschere in legno. Conosciuto come “il villaggio circondato dalle acque”, poiché il fiume abbraccia lentamente l’abitato, si trova ai piede di una montagna la cui cima è facilmente raggiungibile a piedi (da li si possono scattare fotografie a 360°!). Hahoe è una comunità dove i discendenti del clan Ryu sono vissuti per oltre 600 anni. Nel 1392, quando venne fondato lo stato Joseon, il funzionario Ryu Jong-hye scelse Hahoe come sito originario del clan Ryu di Pungsan. Grazie al successo della famiglia Ryu il villaggio prosperò e cominciarono ad apparire case col tetto di tegole, che erano tradizionalmente riservate all’aristocrazia e ai funzionari governativi. Oggi rimangono ancora 162 abitazioni tradizionali col tetto di tegole (hanok) e 211 col tetto di paglia (choga), abitate in passato dalle persone più povere. Grazie a questa sua lunga storia e tradizione l’Hahoe Village, insieme allo Yangdong Village di Gyeongju, è diventato nel 2010 Patrimonio dell’UNESCO che lo ha definito “espressione della tipica cultura aristocratica confuciana e dello stile architettonico che ha segnato il periodo iniziale della dinastia Joseon”. Combinando l’eleganza del passato con i comfort moderni, oggi gli hanok sono un’affascinante sistemazione per chi vuole sperimentare l’antico stile di vita in una casa della tradizione coreana. Il villaggio è anche famoso per il rito sciamanico byeolsin-gut e per la danza delle maschere più antica della Corea. Questo spettacolo presenta vari personaggi simbolici come ad esempio l’aristocratico arrogante, il monaco corrotto, il servo sciocco e alcuni letterati che si muovono al suono delle percussioni e indossano costumi essenziali. Nel museo poco fuori il villaggio, l’Hahoe Mask Museum, si possono ammirare da vicino le undici preziose maschere in legno utilizzate durante il Byeolsin-gut; tanto preziose che nel 1964 sono state dichiarate tesoro nazionale. Dopo questo tuffo nella tradizione e nel passato vi verrà voglia di un po’ di shopping e, una volta tornati in città, vi troverete a curiosare tra magliette termiche, scarponi, borracce e zaini da montagna nei numerosissimi negozi di sport e trekking. Oppure vi aggirerete nel reparto dei fumetti di un centro commerciale dove una famigliola di Andong non aspetterà altro che aiutarvi a trovare il souvenir perfetto. Non pensate che lo scopo sia quello di farvi comprare qualcosa perché quando li saluterete potranno proporvi di unirvi a loro per una passeggiata sul ponte di Woryeonggyo. La passerella, meravigliosamente illuminata, si inarca sul fiume Nakdong che attraversa tutta la città. Gli spruzzi d’acqua temporizzati contribuiscono a rinfrescare il passaggio e rendere il ponte molto fotogenico. Quando la fame si farà sentire, potrete finalmente provare l’Andong Guksu, piatto a base di spaghetti, e l’Andong jjimdak, una pietanza calda a base di pollo e verdure marinate nella ganjang (la salsa di soia coreana). Il tutto accompagnato da una bottiglia di soju. Anche qui, difficilmente riuscirete a non parlare con il cameriere o con la cuoca che si siederà al tavolo con voi e vi porterà altri piattini da sperimentare. Il giorno successivo potrete approfondire il confucianesimo coreano visitando la Dosan Seowon, la più famosa fra tutte le accademie confuciane della Corea. L’introduzione del pensiero confuciano, legato allo scambio culturale con la Cina, ha avuto e ha tuttora una grande influenza nella storia intellettuale e nella società coreana: è la base di gran parte del sistema legale, delle gerarchie amministrative e organizzative e ha plasmato il sistema morale e le relazioni sociali tra vecchi e giovani. Si pensi, ad esempio, che la cerimonia del tè e la disposizione dei fiori nei giardini seguono ancora tutti i principi e l’estetica confuciani. I primi edifici della Dosan Seowon furono istituiti nel 1561 da Yi Hwang, uno dei più importanti filosofi del confucianesimo coreano della dinastia Joseon e nel 1574, quattro anni dopo la sua morte, l’accademia venne ampliata dai discepoli. Il complesso era una vera e propria scuola con una sala conferenze, una biblioteca, un santuario dedicato a Confucio ed i dormitori per gli studenti. Camminando tra gli edifici, completamente immersi nella natura e nel silenzio, ci si può facilmente rendere conto di che posto meraviglioso potesse essere un’accademia confuciana nell’era Joseon. Oggi questi edifici non hanno più alcuna funzione educativa, ma insieme ai palazzi reali e ai templi buddisti, sono gli ultimi luoghi in cui l’architettura della vecchia Corea sopravvive. E’ possibile raggiungere la Dosan Seowon con i mezzi pubblici e fare una breve passeggiata in mezzo al bosco. La gita in autobus sarà sicuramente divertente: quando le vecchine non trovano posto a sedere, si accomodano per terra vicino ai vostri piedi e continuano a conversare con le amiche più fortunate. Un’ultima meraviglia da non perdere ad Andong è la Sinsedong Chilcheung Jeontap (Sinsedong 7 stories Brick Pagoda) , la più vecchia pagoda in mattoni della Corea, alta circa 16 metri e raggiungibile a piedi dal centro città.

Trasporti locali. Si può arrivare facilmente ad Andong in treno oppure con i bus che collegano giornalmente le diverse città della Corea del Sud; entrambe le stazioni si trovano nel centro città e sono molto vicine l’una con l’altra.

Dove dormire. Una struttura comoda e dal buon rapporto qualità prezzo dove poter alloggiare ad Andong è il Galleria Hotel.

Come arrivare. Trova un volo per Seul su Skyscanner, a partire da 400 € a/r.


Fonte: https://www.viaggionelmondo.net/

Articolo di Ilaria Ugolini




Da non perdere in un viaggio in Corea del Sud e a Seoul

Era il 2015 quando decisi di partire per un viaggio in Corea del Sud, un paese con un grandissimo patrimonio artistico e culturale, ma soprattutto, dove un’atmosfera mistica aleggia e scandisce i ritmi quotidiani. Una meta che, di anno in anno, attira sempre più visitatori.

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[ #grazieFraintesa L’autrice di questo post, Francesca Barbieri “Fraintesa”, ci ha lasciati nel 2021: blogger, scrittrice e instancabile viaggiatrice, ha dato un contributo prezioso anche qui. In sua memoria è stato pubblicato il libro “Vivi ogni giorno come se fosse il primo”, di Piemme Editore e continua la raccolta fondi per la ricerca sul cancro sul sito ufficiale di AIRC, lanciata proprio con il suo ultimo viaggio intorno al mondo. Grazie a chi vorrà sostenere la ricerca e grazie Francesca! ]

Raggiungere la Corea del Sud dall’Italia è molto semplice: ci sono voli diretti che da Milano Malpensa partono alla volta di Seoul. Passeggiando per le vie di questa città, complici le differenze culturali tra Europa e Asia, resterete sbalorditi da tanti piccoli dettagli come: i controllori che si inchinano all’inizio e alla fine di ogni vagone, la presenza massiccia di negozi dedicati alle maschere viso, le musichette che annunciano l’arrivo dei treni in stazione. Per avere un contatto diretto con le popolazioni locali, consiglio sempre di fare una passeggiata nei mercati. Suggerimento valido anche per Seoul: il Namdaeum, con oltre 10.000 bancarelle, propone qualsiasi genere di prodotto. Difficile uscirne a mani vuote! Visitare il Palazzo reale di Gyeongbok è un vero tuffo nel passato. Con il suo accesso esclusivo al giardino segreto e il suo laghetto dalle atmosfere romantiche, questo palazzo principesco regala a ciascun visitatore emozioni di altri tempi. Il Bukchon Hanok Village, invece, è un autentico villaggio tradizionale. È il luogo ideale per poter apprezzare le tipiche abitazioni coreane costruite in pietra, legno e carta di riso. Per chi volesse continuare a saperne di più sull’architettura e sulla storia coreana, suggerisco una visita anche al villaggio Hanok di Jeonju, quartiere dell’omonima città, a poche ore di distanza da Seoul. Il Museo Nazionale del Folklore ospita invece una ricca collezione di opere che raccontano, in maniera dettagliata e precisa, l’evoluzione della vita quotidiana nel corso dei secoli. Un modo nuovo per approfondire aspetti fondamentali della cultura di questo paese. Se, invece, siete alla ricerca dello scatto perfetto o semplicemente amate perdervi in panorami mozzafiato, vi consiglio di salire sulla torre del Monte Namsan. È alta 200 metri ed è impossibile non emozionarsi una volta giunti alla sua sommità.

Cosa fare in un viaggio in Corea del Sud: i musei e i parchi da mettere in lista

Per visitare al meglio la Corea del Sud, l’ideale è organizzare un viaggio di almeno una decina di oggi che vi porti anche al di fuori della capitale. Solo in questo modo, infatti, avrete l’opportunità di scoprire il cuore autentico di questo Paese.

Per esempio, a Paju, cittadina a pochi chilometri da Seoul, c’è da visitare il Parco Imjingak. meglio nota come “Zona Demilitarizzata” (DMZ), simbolo degli anni della guerra fredda. Questa striscia di terra rappresenta uno dei fronti più caldi del conflitto. Qui potrete ammirare alcuni dei manufatti realizzati in questo periodo e non solo: c’è la possibilità di percorrere uno dei tunnel realizzati dalla Corea del Nord per invadere quella del Sud. Io l’ho fatto e l’ho trovato davvero…assurdo!

Suwon, invece, è una cittadina dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco grazie alla sua meravigliosa Fortezza di Hwaseong. Con oltre 30 edifici, questo complesso è una testimonianza chiara della maestosità dell’antica Dinastia Chosun.

Se la passione per il folklore orientale è il cuore pulsante dei vostri viaggi, non potete perdervi il Korean Folk Village di Yongin, una città satellite nell’area metropolitana di Seoul, nella provincia di Gyeonggi. Si tratta di un vero e proprio museo all’aria aperta che ricrea, in maniera minuziosa e precisa, gli aspetti della vita quotidiana nel passato. Con un’attenzione maniacale, gli abitanti di questo villaggio si impegnano a portare avanti le tradizioni antiche che finirebbero per essere perse.

Al Museo della Carta di Jeonju viene illustrato il processo di produzione della carta tradizionale coreana, che ha permesso la conservazione di libri di oltre mille anni. Durante la visita, infatti, viene spiegato quanto la purezza della corteccia di gelso sia stata indispensabile a rendere “immortali” queste opere. Curioso, no?


I tempi buddhisti da non perdere

Un’altra esperienza da fare durante un viaggio in Corea del Sud è la visita ai templi. Tappa imperdibile è quello di Beopjusa dove i monaci permettono ai visitatori non solo di alloggiare, ma anche di condividere momenti di preghiera e partecipare alla cerimonia del tè. Anche io ho partecipato a uno di questi incontri e tuttora lo ricordo come uno dei momenti più emozionanti e rasserenanti del mio viaggio.

Consiglio di non perdervi anche il tempio di Gyeonggijeon: eretto nel 1410 ma ricostruito in seguito alla parziale demolizione avvenuta durante il conflitto del XVI secolo, questo edificio conserva un ritratto del fondatore della Dinastia Joseon. A poca distanza, c’è la Collina del Martirio: il nome lascia poco spazio all’immaginazione. Fu, infatti, su questa piccolo fazzoletto di terra che vennero giustiziati i Cattolici coreani nel 1781.

Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è il tempio di Haeinsa: è uno dei più antichi luoghi sacri del buddhismo. In questo edificio sono custodite 80.000 tavole di legno Tripitaka risalenti al XIII secolo e che riportano le scritture buddhiste.

A Gyeongju, invece, c’è il Bulguksa Temple, concreta testimonianza della fervente fede buddhista coreana ma anche emblematico esempio della tradizione architettonica locale. Quasi tutti gli elementi di questo tempio, infatti, risalgono a un periodo compreso tra il VI e VIII secolo. Che siate buddhisti o no, non perdetevi la Grotta Seokguram, conosciuta ai più per la statua del Buddha, posizionata quasi a dominare le colline circostanti e il mare. Ci si arriva con una bella passeggiata in mezzo alla natura – guardatevi intorno e vedrete tanti scoiattoli nascosti nel verde!


Oltre a Seoul c’è di più: le città da non perdere in un viaggio in Corea del sud

Busan Busan è una città da non perdere durante un viaggio in Corea del Sud. Nata alle pendici delle montagne e accarezzata dalla brezza marina, questa piccola metropoli è un posto davvero magico. Il suo cuore pulsante è il mercato del pesce Jagaichi, dove poter assistere alle contrattazioni dei venditori ambulanti e mangiare del pesce crudo o cotto sul momento. La Haeundae Beach viene riconosciuta come la più famosa spiaggia della città: concedetevi almeno una passeggiata prima di andare via. Per poter apprezzare la vista migliore su Busan, vi consiglio di fare una tappa alla Busan Tower o all’Osservatorio Taejongdae.

Gyeongju

Gyeongju, invece, è la città coreana con la più alta concentrazione di opere d’arte. Sono presenti ben 52 siti e manufatti storici selezionati dall’UNESCO. Chi decide di fare tappa qui ha sicuramente come obiettivo principale la visita al Parco Daereungwon, che ospita una dozzina di tombe di re e di statisti. A poca distanza da questi imponenti “tumuli” (le colline funerarie del parco Daereungwon), c’è l’Osservatorio Astronomico Cheomseongdae, il più antico di tutta l’Asia: risale infatti al VII secolo. E, come se non bastasse, potrete visitare anche il Palazzo Donggung e il Bacino Wolji, dove i sovrani del regno di Silla amavano trascorrere il loro tempo libero.

Andong

Anche la città di Andong presenta una buona concentrazione di siti storici riconosciuti dall’UNESCO. Il suo villaggio Hahoe, dall’ambientazione suggestiva, è la testimonianza concreta della dinastia Joseon, grazie ai particolari tetti che lo caratterizza. L’Accademia Confucia si trova a poca distanza da questo villaggio. Dichiarata monumento storico nel 1978, questo edificio veniva considerato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di Confucianesimo. Non a caso, al suo interno, è possibile visitare il tempio a lui dedicato.

Chi invece ama viaggiare per scoprire le tradizioni culinarie di popoli diversi, deve far tappa ad Andong, patria del soju. Quest’ultimo è nient’altro che un distillato di origini antichissime – alcuni storici attribuiscono la sua nascita al XIII secolo – e che è presente su tutte le tavole dei ristoranti della Corea del Sud.

Questi sono i miei consigli utili per un viaggio in Corea del Sud: vale la pena partire per scoprire questo posto così curioso, non credete?


Fonte: https://happytobehere.it/







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