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  • Ale Torrini

Piante di Natale

Le piante sono le antenne con cui la terra comunica con il cielo... Anacleto Verrecchia


Piante di Natale che ci parlano… di fortuna...

Le piante natalizie ci accompagnano parlando di buona sorte e di speranza per il futuro.

Ecco quali scegliere: classiche o insolite, per fare auguri nuovi e originali.

In dicembre siamo portati a pensare più che mai al futuro.

Non ci resta che sperarlo, e riempire la casa di belle piante che sono considerate portatrici di felicità e di salute… Ma è vero che certe piante portano fortuna? Da sempre l’uomo ha cercato i segni della buona sorte nei messaggi del mondo naturale: fiori e piante, animali e uccelli, luna e nuvole. Non si tratta tanto di credere ciecamente nei portafortuna, ma piuttosto di leggere, nei colori e nella bellezza delle piante, un messaggio di ottimismo, di vitalità e di fiducia nel futuro. Per festeggiare il nuovo anno e augurare tanta felicità, regalate fiori ricchi di simbologie positive e circondatevi, in casa e in ufficio, di piante considerate bene auguranti: è un modo per rendere omaggio alle antiche tradizioni, tracciando un legame con il passato guardando al domani, e anche per creare un rapporto stretto con la natura, che in ogni caso ci porta sicuramente fortuna in termini di benessere psicofisico. Eccone alcune che assicurano meraviglia e gioia… e magari anche un po’ di buona sorte! Seguite i consigli per assicurarne una lunga bellezza.

Elleboro detto anche Rosa di Natale

L’elleboro (o Rosa di Natale) è una pianta perenne molto rustica originaria dell’Europa centrale che si sviluppa nel sottobosco e nei prati di montagna.

Cresce in ciuffo e può raggiungere i 30 cm di altezza.

Le foglie frastagliate sono persistenti, verde più o meno scuro ed i fiori che ricordano le rose di macchia, sono bianchi segnati di rosa o porpora. Presente nella flora selvatica italiana, l’elleboro fa parte della cultura e delle tradizioni del nostro Paese; oggi, partendo dalle specie selvatiche, sono state create molte splendide varietà.

FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣ Pianta facile e longeva che in condizioni adatte vive per anni in giardino e anche in vaso (profondo in plastica o terracotta è utile per ospitare le vigorose radici dell’elleboro), in balcone e in terrazzo. Dopo l’acquisto, l’elleboro va rinvasato in un contenitore più profondo oppure piantato in giardino. Utilizzate un terriccio universale di alta qualità o un terriccio per piante da fiore. Collocate sul fondo del contenitore una manciata di concime organico (stallatico in pellet) coperto da un po’ di terriccio per non essere a contatto diretto con le radici. TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣♣ Richiede poche cure, basta innaffiare una volta alla settimana in inverno, ogni 3-4 giorni in estate. Durante la fioritura si possono recidere i fiori appassiti per dare vigore a quelli ancora in bocciolo. Indossate i guanti durante l’operazione. Al termine del periodo di fioritura occorre asportare le parti secche, lasciando la pianta in una zona fresca e umida dove potrà trascorrere l’estate. Gli ellebori, sia in vaso che in giardino, richiedono irrigazioni in inverno solo quando al tatto il terriccio risulta quasi asciutto (in genere una volta alla settimana). In estate, bagnate ogni 3-4 giorni o quando il terriccio risulta asciutto. E’ consigliabile coprire il terriccio con uno strato di corteccia sminuzzata, che aiuta a conservare l’umidità e riduce la necessità di innaffiare. L’elleboro ha un fabbisogno nutritivo medio-basso; richiede concimazioni quindicinali nel periodo compreso tra febbraio e giugno e in settembre-ottobre. A fine inverno è utile una concimazione con prodotto organico (stallatico). Il concime, in dosi moderate, va somministrato ogni 10-12 giorni. VALORE ESTETICO ♣♣♣♣ Fioritura incantevole, bel fogliame verde brillante, prezioso simbolo di auguri e di speranza. Le corolle possono essere bianche, come nel tradizionale elleboro natalizio oppure rosa più o meno intenso, viola, verdi, gialle, screziate e maculate. Ha dimensioni contenute (altezza 30-60 cm); i fiori hanno bei petali larghi e un “cuore” di stami bianchi; in estate l’elleboro conserva un bel fogliame decorativo. Incrociando fra loro specie e varietà diverse, sono nati ellebori con fiori di ogni colore. Gli ellebori ibridi in genere fioriscono a fine inverno e, se sono in un angolo protetto dal sole forte, rimangono in fiore per settimane. L’elleboro natalizio (rosa di Natale) è proposto in vaso come bella pianta per il periodo invernale; può essere portato in casa solo per brevi periodi, vive bene in ambienti interni solo se molto luminosi e non riscaldati. I fiori possono essere recisi: si conservano anche una settimana in vasetti, ideali per la decorazione della tavola a Natale. Ambiente: L’elleboro ha bisogno di molta luce e poco sole; il luogo ideale ha sole di mattina in inverno e niente sole in estate, periodo in cui ha bisogno di vivere in una zona fresca e ariosa. In inverno resiste al gelo; le piante in vaso sono più sensibili: meglio proteggere il contenitore sollevandolo da terra con piedini o mattoni, anche per favorire un buon drenaggio. Abbinamenti: Vive bene vicino ad altre piante a fioritura precoce come le bulbose (narcisi, crochi…), le primule e le pratoline. Il valore aggiunto: Resiste al freddo: l’elleboro è una pianta ideale per balconi, terrazzi e giardini nel periodo invernale; è utilizzato anche come pianta augurale, e per questo viene chiamato anche “rosa di Natale”. Problemi e rimedi:

- Le foglie anneriscono e/o si afflosciano: terreno troppo bagnato, eccesso di innaffiature. Fate asciugare il terriccio, tagliate le parti appassite. Potrebbe riprendersi.

- In primavera non fiorisce più: è normale, si tratta di una pianta a fioritura invernale.

- In estate le foglie spariscono: normale, la pianta entra in una fase di riposo per riprendere la fase vegetativa a inizio autunno.

Curiosità:

- Il nome Helleborus è di antica origine greca, probabilmente significa “pianta mangiata dai cerbiatti”, perché diffusa nei boschi popolati dalla fauna selvatica.

- L’elleboro è velenoso se ingerito e nell’antichità veniva usato come allucinogeno. Per queste sue proprietà veniva ritenuto capace di evocare gli spiriti dell’aldilà, ed era considerato fra le piante usate dalle streghe per le loro pozioni magiche.

- Simbolo di auguri, è legato ai concetti della speranza, della vitalità e del rinnovamento.

Tutti i segreti della stella di Natale

Ecco tutti i segreti della stella di Natale (Euphorbia pulcherrima), la pianta forse più rappresentativa delle feste Natalizie. Origine: Messico del Sud; fu l’ambasciatore americano Joel Roberts Poinsett, appassionato botanico, a introdurla negli USA nel 1828; in Italia si è affermata come pianta natalizia solo a partire dagli anni ‘70. Difficoltà di coltivazione: facilissima, adatta anche a chi ha poca esperienza Trapianto: meglio farlo a fine inverno utilizzando un terriccio universale di alta qualità Periodo di fioritura: da novembre a febbraio, con piccoli fiori circondati da brattee (foglie) colorate, anche doppie Esposizione: luminosa, al riparo dal sole Temperatura: può stare all’aperto da giugno a settembre, tutto l’anno nelle zone d’Italia con clima molto mite. In casa l’ideale è una stanza sui 18 °C, al riparo da correnti d’aria e da porte e finestre aperte spesso Innaffiatura e umidità: ogni volta che il terriccio è quasi asciutto; non deve rimanere disidratato né fradicio, la frequenza di innaffiatura dipende dalle condizioni ambientali. Porre il vaso su un largo sottovaso con un letto di biglie d’argilla immerse in un velo d’acqua. Concimazione: ogni 15 giorni quando ha le foglie colorate, si può usare un concime universale; in estate è sufficiente un prodotto per piante verdi ogni 20 giorni Dopo le Feste: quando la pianta perde le brattee colorate, dopo le Feste, accorciate i rami e collocate la pianta in luogo tiepido e luminoso, mantenendo il terreno quasi asciutto per circa un mese; da fine aprile vive bene all’aperto in ombra, dove produrrà molte foglie. Da inizio ottobre trasferire la pianta in ambiente decisamente fresco con minimo 14 ore di buio: rifarà qualche foglia colorata. Non solo rossa… Oggi le stelle sono disponibili in tante sfumature e colori. Si passa dal bianco al rosa, dal rosso a screziate in ogni sfumatura.

Ilex aquifolium (Agrifoglio)

L’Ilex aquifolium (Agrifoglio) è un arbusto o piccolo albero sempreverde a crescita lenta.

Si presta ad essere impiegato sia in grandi vasi, su terrazzi o balconi come esemplare singolo, ma anche in piena terra, dove può anche formare fitte siepi “difensive”.

Le sue bacche rosse lo rendono poi, decisamente ornamentale. La gamma è vasta, dalle piantine miniatura a quelle di media dimensione (altezza 50-70 cm circa). Nel tempo, in giardino diventa un grande arbusto, alto anche due o tre metri; in vaso rimane di dimensioni più contenute e compatte. Può essere usato anche per formare siepi. FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣♣ Pianta molto facile, resistente e durevole che vive bene anche in vaso. Dopo l’acquisto va rinvasato in un contenitore più largo e profondo di quello vivaistico; il vaso può essere in terracotta o plastica; per piante piuttosto grandi sono ottime anche le vasche in legno, che hanno funzione protettiva dal caldo e dal gelo. Utilizzate un terriccio universale di alta qualità oppure un terriccio per trapianti, per fioriere o per piante mediterranee. TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣♣ Richiede poche attenzioni: ogni 3-5 giorni per le innaffiature, solo in primavera-estate. L’agrifoglio può essere potato ogni anno a metà primavera, regolando la lunghezza dei rami per conservare una forma compatta o per creare una silhouette geometrica, per esempio in forma di siepe o con chioma sferica. Se necessario può essere potato nuovamente a fine estate. L’agrifoglio in vaso richiede annaffiature regolari in estate; se il vaso è grande e profondo, è sufficiente innaffiare ogni 3-5 giorni se la pianta è al sole e solamente una volta al mese in inverno. Le piante in giardino sopportano bene la siccità, ma il primo anno sono più sensibili. In piena estate è utile fare una doccia delicata sul fogliame, la sera, anche per asportare la polvere dal fogliame. Ha un fabbisogno nutritivo moderato: va concimato da aprile a settembre ogni 12-15 giorni e da ottobre a marzo ogni 30 giorni. Mai eccedere con la dose di concime: meglio poco che troppo, ma fornito con regolarità. Prima di concimare è bene inumidire il terriccio. VALORE ESTETICO ♣♣♣♣ Le foglie possono essere verdi o con bordi bianco o giallo, oppure con screziature bianche e gialle. Le bacche sono rosse, presenti solo sulle piante femminili (è una specie detta dioica, con piante maschili e femminili). Ambiente: L’agrifoglio vive bene al sole ma tollera anche le posizioni in ombra, dove però la crescita è più lenta. Non teme le alte temperature estive, il vento caldo e l’afa. Tollera il gelo; in vaso è più sensibile, conviene spostare il contenitore in un angolo soleggiato nei periodi di freddo intenso. Abbinamenti: Utilizzate l’agrifoglio per decorare le zone in ombra; è fra le poche piante che resistono bene anche senza sole, purché in zona luminosa. La crescita lenta ne fa una pianta ideale per vasi e fioriere, anche in gruppi con altre piante stagionali o piccoli arbusti. Il valore aggiunto: L’agrifoglio rimane bello anche nelle posizioni più esposte all’aria satura di smog, causato dagli scarichi dei motori di automobili e camion. Problemi e rimedi: - La pianta non produce bacche: può essere una pianta maschile, oppure manca una pianta maschile nelle vicinanze, affinché api e insetti utili possano trasportarne il polline.

- Piante debole ed esile con rami lunghi e poche foglie: ambiente poco luminoso, vaso troppo piccolo in rapporto alla dimensione della pianta. Spostare in piena luce e rinvasare.

- Insetti sul fogliame: cocciniglie. Ripulire le foglie e somministrare un insetticida anticocciniglia idoneo.

Curiosità: - E’ tipicamente italiana, spontanea nel nostro Paese; una pianta considerata simbolo di vittoria contro la malvagità, emblema di forza e di difesa contro il male: non c’è pianta migliore per augurare un anno nuovo positivo e generoso.

- Rappresenta la verità, comunica amore e affetto sincero. è simbolo di vita, rinascita, speranza, pace.

- Ilex deriva dal greco antico, era il nome (di derivazione antichissima) con il quale la pianta era conosciuta e utilizzata anche dai Romani e dai popoli germanici.

- In Inghilterra si usava il legno, duro e biancastro, per fare i pezzi degli scacchi bianchi. Dalla specie tropicale Ilex paraguariensis si ricava la yerba maté, una bevanda rinvigorente con proprietà terapeutiche che pare agiscano anche come prevenzione contro i tumori

Gloxinia o Glossinia

La Gloxinia o Glossinia, appartiene alla famiglia delle Gesneriaceae, è originaria del Brasile ed è una pianta tuberosa con fusti corti, che portano grandi foglie pelose, di forma ovale, molto fragili. I fiori sono grandi, a forma di campana ed esistono nel colore rosso, più diffuso, bianco e screziati in rosso o blu su bianco. Si può trovare anche in inverno, ma ciò rappresenta una primizia, mentre il momento naturale di fioritura è l’estate. IRRIGAZIONE: la Glossinia è molto esigente di acqua, durante il periodo vegetativo. In estate poi, è bene bagnarle tutti i giorni ma assicurandosi che il drenaggio del vaso sia molto buono. I ristagni di acqua infatti, minano seriamente la salute della pianta. È molto importante non usare mai acqua fredda e a non bagnare i fiori, perché tendono a macchiarsi, rendendo meno bello l’effetto della meravigliosa fioritura. In autunno invece, quando le foghe appassiscono, si riducono le innaffiature, fino a sospenderle del tutto, per favorire la conservazione tubero. SUBSTRATO: predilige terreni molto leggeri. A questo proposito si suggerisce l’utilizzo di terricci specifici per piante fiorite, uniti a sabbia. ESPOSIZIONE: tenere lontano dal sole e dai suoi raggi diretti, ma collocarla in un luogo comunque luminoso. TEMPERATURA: ama il caldo umido. È una tipica pianta estiva e non sopporta le basse temperature. Quella ottimale deve oscilla tra i 18 e i 28° CONSERVAZIONE DEL TUBERO: la Glossinia vegeta in estate, mentre in autunno va in riposo. La pianta però, si conserva attraverso il tubero che ad ottobre, dopo la caduta delle foglie, deve essere riposto in un luogo asciutto e non freddo (mln 10° C), per poi essere tirato fuori verso marzo-aprile. CONCIMAZIONE: le piante in commercio sono già dotate di buona concimazione di fondo. Se però si vuole conservare Il tubero anche per gli anni successivi. occorre praticare concimazioni mensili, con concimi liquidi molto diluiti. RINVASO: non sempre è necessario il cambio del vaso, ma piuttosto della terra, arricchita con concimi a lento effetto ad ogni ripresa vegetativa (febbraio – marzo). FIORITURA: si tratta di pianta a “giorno lungo”, ovvero necessita di una durata del periodo luminoso giornaliero di circa 14 ore per poter andare a fiore. Tale induzione può essere data anche artificialmente con lampade, ottenendo la fioritura in ogni periodo dell’anno.

La Schlumbergera truncata è una pianta grassa di media taglia, con fusti appiattiti, verde intenso, senza spine; fiori vistosi, bianchi, salmone, rosa e rossi.

Il genere Schlumbergera è di origine brasiliana: le diverse specie tra cui Schlumbergera truncata crescono sulle montagne costiere alle spalle di São Paulo e nello stato brasiliano del Minas Gerais. FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣♣ Dopo l’acquisto la schlumbergera va rinvasata in un contenitore di poco più grande del precedente. Non ha bisogno di vasi grandi e le piante di taglia ridotta si accontentano di ciotole o vasetti di diametro 10-12 cm, da cambiare e ingrandire nel tempo. Utilizzare un terriccio per piante grasse, per favorire un perfetto drenaggio. TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣ La schlumbergera non richiede potature regolari né pulizie frequenti. I rametti sono delicati e vanno mossi con molta cautela per evitare che si spezzino. I fiori appassiti in genere cadono da soli oppure si possono togliere con molta delicatezza, man mano, per favorire l’apertura di nuovi boccioli. Richiede annaffiature moderate ma regolari per ottenere una ricca fioritura continua. La carenza idrica fa raggrinzire il fogliame. Evitare con cura i ristagni d’acqua; uno strato di ciottoli o argilla sul fondo delle buche o dei contenitori è indispensabile. Svuotare il sottovaso dall’eccesso di acqua non assorbita entro mezzora dall’innaffiatura. Richiede concime nel periodo della fioritura: è sufficiente concimare ogni 15 giorni in primavera estate e ogni 20-30 giorni in inverno, nel periodo in cui si formano i boccioli e si aprono i fiori. Prima di concimare è bene inumidire il terriccio. VALORE ESTETICO ♣♣♣♣ La schlumbergera è un cactus senza spine dai fusti piatti, all’apice dei quali si formano i vistosi fiori in molti colori diversi (bianco, rosso, rosa, screziati). Produce tanti fiori che assomigliano a ballerine: sono penduli e con petali appuntiti, in tanti colori diversi. La pianta può vivere per molti anni. Ambiente: Per favorire la fioritura invernale è molto importante che la pianta viva, da ottobre a dicembre gennaio, in una stanza fresca o all’aperto, intorno ai 15-16 °C: in questo modo viene stimolata a produrre i suoi bei fiori. La schlumbergera è tra i pochi cactus che non vivono in ambienti aridi; in natura è epifita, ossia cresce negli incavi dei rami degli alberi, o nelle crepe fra le rocce. Non deve essere esposta al pieno sole. Il suo ambiente ideale è fresco e molto luminoso. La fioritura avviene se in autunno la pianta vive in ambiente fresco (15-16 °C è l’ideale). Se l’ambiente è troppo caldo, i boccioli cadono prima di aprirsi. Abbinamenti: Solo le piante piccole possono stare in gruppi misti di cactus per qualche mese, poi è meglio trapiantarle in vasi singoli. Problemi e rimedi: - I fusti sono appassiti e afflosciati: troppa acqua. Staccare gli apici ancora sani e trapiantarli in terriccio misto a sabbia, solo appena umido: emetteranno radici.

- Fusti ancora eretti e solidi ma raggrinziti: carenza di acqua, innaffiare e poi togliere l’acqua dal sottovaso se ne rimane dopo 15 minuti.

- La pianta non fiorisce: non ha avuto un periodo di clima fresco oppure non c’è luce a sufficienza. In estate è normale che non sia in fiore (sboccia in inverno o primavera).

Curiosità: - Il nome fu scelto nel 1858 dal botanico francese Lemaire in onore di un collega, Frederic Schlumberger, che fu tra i primi collezionisti di cactus.

- In natura la Schlumbergera nelle sue diverse specie sta diventando rara; in Brasile vive anche nelle fessure delle rocce costiere affacciate sull’Atlantico.

- Nel linguaggio dei fiori la schlumbergera rappresenta un augurio di rinnovamento, verso momenti migliori e più gioiosi.

I ciclamini

Quanti colori, quante varietà! I ciclamini rappresentano un affascinante mondo tutto da scoprire. E non sono solo i fiori a stupire, ma anche la loro straordinaria resistenza. Attenzione però alle bagnature ed alla fertilizzazione, se volete averli sempre meravigliosi. Azalea japonica

SCHEDA BOTANICA L’azalea japonica è un arbusto sempreverde, alto e largo fino a 1,50 m, con crescita medio-rapida; foglie coriacee, lanceolato-arrotondate, piccole, di colore verde bottiglia; fiori bianchi, rosa, rossi, viola, in aprile-giugno. UTILIZZO In giardino e in vasi medio grandi (misure minime 40x40xh50 cm). AMBIENTE All’aperto tutto l’anno in tutta Italia; da pacciamare in inverno sulle Alpi. A mezz’ombra si favorisce sia la fioritura sia la sopravvivenza in estate. Non tollera bene i climi aridi e ventosi. TERRA Necessario un terreno acido, torboso, fertile, umido e ben drenato. ACQUA In giardino, abbondante in primavera-estate, scarsa in inverno. In contenitore, mantenere il terriccio appena umido. Utilizzare preferibilmente acqua decalcificata o acqua piovana. CONCIME In autunno, in febbraio e in aprile, del tipo per acidofile a lenta cessione. NOTE Potare dopo la fioritura solo per riordinare la chioma se necessario. ABBINAMENTI Con altre acidofile, come Enkianthus, Leucothoe, kalmie, camelie, pieris, rododendri.

Hippeastrum o Amaryllis

L’Hippeastrum o Amaryllis stupisce per la grandezza del suo fiore e cresce bene in vaso. SCHEDA BOTANICA: erbacea perenne da bulbo; foglie nastriformi; fiori fino a 15 cm di diametro, bianco, rosa, salmone, rosso, in autunno-inverno. UTILIZZO: in vaso (diametro minimo 18 cm). In giardino solo nel Sud costiero, anche in roccaglia, dove rifiorisce in aprile-maggio. AMBIENTE: vive all’aperto tutto l’anno nel Sud, mentre nel resto d’Italia in appartamento. Al sole fiorisce in abbondanza. Sopporta fino a 10 °C e il caldo intenso. TERRA: richiede un substrato fertile, leggero, drenato. Il bulbo deve rimanere per un terzo fuori terra. ACQUA: in vaso, annaffi are in abbondanza dopo la piantagione e quando il terriccio si sta asciugando. Dopo la fioritura ridurre le annaffiature; sospenderle in autunno. CONCIME: dopo la fioritura fino a settembre fornire un prodotto per piante da fiore. NOTE: tagliare i fiori appassiti per incentivare la produzione del secondo stelo fiorale. Dopo la fioritura difficilmente la pianta in vaso può rifiorire. ABBINAMENTI: con piante d’appartamento a foglia verde e larga, in vasi diversi.

Il vischio, la pianta di buon augurio

Il vischio (Viscum album) è una pianta assai particolare, cresce come parassita tra i rami degli alberi vetusti da cui ricava il necessario per vivere grazie a speciali radici dette austori.

Gli antichi credevano che avesse origine soprannaturale e nascesse esclusivamente sugli alberi colpiti dai fulmini scagliati dalle divinità.

Da ciò derivano le antiche superstizioni circa il potere propiziatorio dell’essenza. Ancora oggi è tradizione di buon augurio, nelle festività di fine anno, che due innamorati che si incontrano sotto il vischio e si debbano baciare.

L’abete, da tradizione celtica a decoro natalizio

Un sinonimo di Abete (Abies) è “albero di Natale”. Radicata è, infatti, nei paesi occidentali, la tradizione di usare questa pianta per abbellire le case nei giorni in cui si celebra la nascita di Gesù. Pochi immaginano però che l’usanza dell’Abete come decoro prima del XIX secolo era ritenuta un rito pagano di tradizione celtica. Fu solo grazie alla principessa tedesca Elena di Meclemburgo, sposa del principe Filippo d’Orléans, figlio del re di Francia Luigi Filippo I, che l’albero di Natale fu introdotto come decoro nei palazzi reali e pian piano accettato da tutti i paesi latini di religione cattolica.

Kumquat

Esistono due tipi di kumquat (chiamato anche mandarino cinese o fortunella): il kumquat ovale (Fortunella margarita), di origini cinesi, forma piccoli arbusti (fino a 80 cm d’altezza) o alberelli (alti fino a 3 m) compatti, con rami un po’ spinosi. I fiori, che compaiono fra luglio e settembre, sono singoli o riuniti in piccole infiorescenze. I frutti sono piccoli, ovali, con una sottilissima buccia arancione, liscia e ricca di oli essenziali; la polpa è acidula. Il kumquat rotondo (F. japonica) è originario del Giappone. Molto simile al kumquat ovale, ha foglie più piccole; i frutti sono di forma tondeggiante. Giunto in Italia da più di 20 anni, si è diffuso rapidamente grazie alla sua bellezza e alla facilità di manutenzione, oltre che per la bontà dei suoi frutti, che persistono sulla pianta finché non vengono raccolti. Si mangiano interi, con tutta la buccia; sono dotati di proprietà aperitive, digestive e dissetanti. Ambiente Nelle zone miti (costa tirrenica e meridionale) prospera anche in piena terra, in un luogo soleggiato e riparato dai venti freddi. Nel Nord Italia va coltivato in vaso, in modo da poterlo avvolgere con teli di plastica o di tessuto non tessuto, o poterlo spostare in ottobre in una stanza fresca e luminosa, dove rimarrà fino ad aprile. Ha maggiore resistenza al freddo (fino a punte di – 6 °C per brevi periodi). Non deve assolutamente svernare in un luogo riscaldato. Terreno Il terreno dev’essere leggero (quindi non argilloso) e poco calcareo, fertile e molto ben drenato. In vaso utilizzate il terriccio per agrumi. Il vaso, in plastica o terracotta, deve misurare 28 cm per una pianta alta 40 cm e il rinvaso va effettuato ad anni alterni, in marzo. Portainnesti Il portainnesto per il kumquat è l’arancio trifogliato (Poncyrus trifoliata), che garantisce la resistenza al freddo ma anche le dimensioni contenute, indispensabili per la coltivazione in vaso. Impianto Per la piantagione in piena terra, vanno scavate buche di 40 x 40 x 40 cm. L’impianto e il rinvaso si effettuano in marzo. Acqua In piena terra si annaffia solo nel primo anno dopo l’impianto e, sporadicamente, nelle estati veramente secche. Da marzo a ottobre la pianta in vaso va annaffiata regolarmente, con acqua decalcificata, dopo che il substrato si è ben asciugato; nelle giornate eccessivamente calde irrorate il fogliame con acqua vaporizzata. Concime Le piante in piena terra si concimano con stallatico in polvere o pellet a fine inverno. Gli esemplari in vaso vanno nutriti da marzo a settembre con un prodotto specifico per agrumi. Una volta al mese, durante la bella stagione, fornire un preparato apposito per prevenire la clorosi (carenza di ferro), causa di ingiallimento del fogliame. Forma di allevamento Va allevato in forma libera: la pianta assumerà spontaneamente una forma contenuta e aggraziata. Potatura Gli esemplari adulti si potano solo se necessario per restituire una forma o ridurre l’ingombro. Innesti Si innesta con la tecnica della gemma dormiente, in agosto-settembre. Le piante commercializzate in garden center sono pronte e già innestate.


Non credete ai simboli portafortuna? Ma la bellezza delle piante e la capacità di ammirarle e rispettarle è davvero una fortuna: se state leggendo queste righe è perché amate la natura, e dunque Buon Natale e Buon Anno!!

IL CONSIGLIO

- Le piante natalizie fiorite (stella, ciclamino, glossinia..) sono un po’ delicate: trasportatele senza esporle al gelo, posizionatele in piena luce, in ambiente con buona umidità, e fornite un concime universale o per piante fiorite ogni 8-12 giorni.

- Gli arbusti natalizi (agrifoglio, kumquat…). I ciclamini e le azalee vanno tenuti in ambiente molto fresco, sotto i 18 °C, e molto luminoso; è bene trapiantarli utilizzando un terriccio idoneo (per piante verdi e per agrumi) in un contenitore più profondo. Procuratevi un concime idoneo, universale o meglio specifico: per ciclamini e azalee occorre il concime per piante acidofile ogni 10-12 giorni in quantità moderata ma regolare.

- L’elleboro o rosa di Natale è una pianta da esterno che non teme il gelo: potete tenerlo anche in balcone o in giardino, dove la fioritura avviene tra dicembre e marzo, dipende dal clima e dalla varietà. Se in estate è in un angolo molto fresco, ombreggiato e umido, rifiorisce per anni.


Fonte: https://www.viridea.it/consigli/piante-di-natale-che-ci-parlano-di-fortuna/




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