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  • Ale Torrini

Storia della "Sonda spaziale Rosetta" e della sua cometa...

“Condurrò virtualmente nello spazio tutti quelli che vorranno prendere parte a questo viaggio

Samantha Cristoforetti


12 novembre 2014 la sonda ha lanciato il modulo Philae.


30 settembre 2016

SPAZIO: La sonda Rosetta ha terminato la sua missione

La sonda Rosetta dell'Agenzia spaziale europea (ESA) ha terminato oggi la sua missione di dodici anni colpendo la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Gli scienziati del centro di controllo di Darmstadt, in Germania, lo hanno confermato sulla base del fatto che hanno improvvisamente perso il contatto radio con lei. Poco prima della fine della missione, la sonda ha inviato sulla Terra le ultime foto e altri dati sulla cometa. La sonda Rosetta è stata lanciata nello spazio dall'ESA il 2 marzo 2004, mentre sulla strada per la cometa ha sorvolato anche i pianeti 2867 Šteins (settembre 2008) e 21 Lutetia (luglio 2010). Nel giugno 2011, i tecnici dell'ESA la mettono in letargo per ridurne il consumo energetico. Si è svegliata dal letargo nel gennaio 2014, da metà marzo fino alla fine di aprile, dopodiché gli scienziati hanno gradualmente acceso i singoli strumenti e a maggio la sonda ha avviato i suoi motori e ha iniziato ad avvicinarsi alla cometa. È entrata nell'orbita della cometa, a 509 milioni di chilometri dalla Terra, il 6 agosto, con la manovra di avvicinamento finale della durata di sei minuti e mezzo. Il 12 novembre 2014, la sonda ha quindi lanciato il modulo Philae, che è atterrato circa sette ore dopo, diventando la prima macchina costruita dall'uomo su una cometa. Tuttavia, non è riuscito a sparare i suoi dispositivi di attacco simili ad arpioni quando è atterrato, quindi è rimbalzato. Non è atterrato sulla superficie della cometa per la seconda volta fino a un'ora e 50 minuti dopo, quindi è rimbalzato ancora una volta ed è atterrato una terza volta sette minuti dopo. Tuttavia, dopo alcuni giorni la batteria si è esaurita ed è entrata in modalità ibernazione. Durante il breve periodo di operatività riuscì però a registrare la presenza di molecole organiche sulla superficie della cometa. È uscito dalla modalità di ibernazione solo dopo sette mesi e successivamente ha contattato la Terra sette volte tramite Rosetta. Gli scienziati hanno avuto l'ultimo contatto con lui lo scorso 9 luglio, ma da allora tutti i tentativi di comunicazione non hanno avuto successo.


Fonte: https://www.nextech.sk/



Corsa finita, la sonda Rosetta atterra sulla “sua” cometa

12 Novembre 2014 alle 10:33 Roma - La sonda Rosetta ha rilasciato il lander Philae, che come da programma è atterrato, dopo un volo nello spazio di circa sette ore, sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.

Il project manager: «come scalare una montagna» Così Bruno Gardini, project manager della missione Rosetta, commenta l’atterraggio sul nucleo della cometa 67/P del lander Philae. L’ingegnere ha assistito all’impresa dalla sua Cuneo, al cinema Monviso dove in collaborazione con l’Esa è stata trasmessa la diretta della storica impresa. «Da una parte sono sollevato - confida il project manager - ma adesso bisogna fare qualche passo in più e speriamo che vada tutto bene. Ora l’importante sono i risultati scientifici, quello sarà il momento cruciale, quello che io, e non solo io, aspetto con ansia». Una giornata, quella della lenta discesa del modulo dalla sonda al nucleo della cometa, non senza emozioni. «C’è stato qualche piccolo problemino che speriamo si risolva - dice Gardini - per il momento sembra andare tutto bene e aspettiamo le prime fotografie, che dovrebbero arrivare tra poco. Poi speriamo che nei prossimi giorni si possano attivare tutti gli esperimenti previsti».

Philae “saldamente ancorato” alla cometa Il lander Philae è «saldamente ancorato» al nucleo della cometa 67/P Churyumov-Gersimenko, ed è anche atterrato a soli 4 centimetri dal punto previsto: sono le ottime notizie dal centro di controllo di Philae a Colonia, trasmesse nella diretta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). «Confermiamo che il lander è sulla superficie della cometa», ha detto il responsabile delle operazioni della missione Rosetta, Andrea Accomazzo, dal centro di controllo dell’Esa a Darmstadt. «L’atterraggio è stato delicato e dolce», hanno detto da Colonia i responsabili delle operazione di Philae. «Tutto sta avvenendo come previsto: siamo sulla cometa e ci resteremo».

Anche Google celebra Rosetta Il motore di ricerca leader al mondo celebra la missione europea con un apposito “doodle”:

Atterraggio ok, la missione prosegue L’atterraggio sulla cometa è stato accompagnato da un grande applauso, abbracci e strette di mano nel centro di controllo dell’Esa in Germania, l’Esoc, a Darmstadt. Dalla superficie della cometa il lander Philae ha inviato il segnale alla sonda Rosetta, che lo ha ritrasmesso a Terra. Nonostante tutti i timori, la discesa è andata bene e l’antenna è correttamente rivolta verso l’alto.

Il lander è atterrato

Il lander Philae è atterrato sul nucleo della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko: è il primo veicolo a compiere una simile impresa, segnando un primato senza precedenti nella storia dell’esplorazione spaziale. La missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha raggiunto il più spettacolare e ambizioso dei suoi obiettivi.

La cometa è più antica e polverosa del previsto

La cometa di Rosetta sembra più antica del previsto, più polverosa di quanto immaginato e potrebbe essersi formata nella stessa regione dei pianeti rocciosi come la Terra: sono le prime conclusioni che arrivano dall’analisi dei suoi grani raccolti dallo strumento italiano Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator). «Più vicini si è più si è sicuri della zona della superficie da cui arrivano i grani» spiega una delle ricercatrici del gruppo che ha progettato e sviluppato lo strumento, l’astronoma Elena Mazzotta Epifani. «Sapere in modo preciso da dove arrivano i grani analizzati - aggiunge - ci aiuta a capire se l’oggetto è omogeneo o se, come sembra dalla forma, è composto da due corpi diversi. Potrebbe anche essere costituito da due frammenti di uno stesso corpo che si è prima rotto e poi riunito. Dall’analisi dei grani inoltre si può comprendere se il contatto è stato catastrofico o gentile». I grani raccolti finora, sottolinea Epifani, sono più grandi di quanto immaginato (il loro diametro è un decimo di millimetro) e le concentrazioni di polvere rispetto al ghiaccio sono maggiori del previsto: «questo ci dice dove potrebbe essersi formato l’oggetto, nella regione dove sono nati gli altri corpi rocciosi del Sistema Solare».

La “voce” della cometa

L’Esa ha diffuso questa elaborazione sonora dei segnali che arrivano dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La cometa sembra emettere una “canzone” in forma di oscillazioni del campo magnetico che la circonda. Risuona a 40-50 millihertz, molto al di sotto delle capacità uditive di un essere umano. Le frequenze sono state aumentate per renderle udibili.

Primo segnale dal Lander Philae

È arrivato il primo segnale dal lander Philae, che due ore fa si è sganciato dalla sonda Rosetta e che adesso sta scendendo verso la cometa. «È un momento molto importante», ha detto Paolo Ferri, responsabile delle operazioni della missione Rosetta per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) insieme ad Andrea Accomazzo. L’arrivo del primo “bip” da Philae era particolarmente atteso: il lander non può infatti comunicare direttamente con la Terra, ma invia i suoi segnali alla sonda Rosetta, che poi li invia a Terra. «Ora abbiamo la prova che Rosetta sta ricevendo i segnali dal lander e che la comunicazione è stabilita», ha detto ancora Ferri dal centro di controllo della missione in Germania, a Darmstadt, nella diretta trasmessa dall’Esa.

Il via libera col fiato sospeso

Via libera, ma col fiato sospeso, alla manovra di separazione del lander Philae dalla sonda Rosetta, a causa di alcuni problemi tecnici riscontrati nella notte sul sistema di atterraggio del lander. «Ci sono stati diversi problemi nelle attività di preparazione condotte durante la notte, ma abbiamo deciso di dare il “go” e Rosetta è pronta per la manovra di separazione», ha detto il responsabile delle operazioni per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Paolo Ferri. Nel corso della notte era stato rilevato un problema nella possibilità di attivare sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell’atterraggio. In particolare sembra non funzionare il piccolo motore a razzo che si trova sul “tetto” del lander e che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida. Nell’ultima fase della discesa il “carrello” di Philae libera infatti degli arpioni collegati a cavi di 45 metri, mentre il piccolo motore contrasta la spinta spingendo il veicolo verso l’alto e mantenendo i cavi in tensione, mentre un altro dispositivo li riavvolge lentamente fino al momento in cui le zampe toccano il suolo. «Abbiamo bisogno di un po’ di fortuna nel non atterrare su una roccia o su un pendio ripido», ha detto il responsabile delle operazioni di Philae, Stephan Ulamec. La manovra di separazione procederà quindi secondo il programma ed è prevista alle 9,35 italiane. La conferma arriverà però a Terra alle 10,03, ossia 28 minuti più tardi: tanto è il tempo necessario perché il segnale arrivi al Centro di controllo dell’Esa in Germania, a Darmstadt.


Fonte: https://www.ilsecoloxix.it/mondo/2014/




Cosa rimarrà delle esplorazioni della sonda Rosetta

Una grande avventura, ingegneristica e spaziale.

Così può essere riassunta la storia di Rosetta, la prima navicella in grado di avvicinarsi a una cometa, atterrare, e “esalare” il suo ultimo respiro su una palla di ghiaccio cosmica, dopo mesi e mesi di lavoro.

La sonda spaziale ha ufficialmente terminato le sue operazioni il 30 settembre. Rosetta e il lander Philae “accometato” il 12 novembre 2014 hanno permesso di studiare da vicino la cometa 67P/Churyumov Gerasimenko, scoperta nel 1969 dallo scienziato ucraino Klim Ivanovic Curjumov, oggi al soldo dell’Osservatorio astronomico di Kiev.

Le comete continuano a essere oggetti misteriosi dell’universo, ma grazie a Rosetta è stato possibile svelare alcuni segreti della loro natura. Partendo dalle caratteristiche rocciose. La 67P è infatti risultata uniforme nella sua costituzione interna, con un rapporto polvere/ghiaccio da 0,4 a 2,6. Significa, come già si sospettava, che il cuore della cometa è un mix fra queste due realtà della materia, spesso combinate in modo equilibrato. Sembrerebbero riconducibili alle condriti carbonacee, le principali meteoriti che colpiscono la Terra; indicate dalla presenza di acqua, materiale organico, talvolta amminoacidi. Anche 67P ha dunque mostrato tracce di composti organici, sedici in totale. Sono state riscontrate molecole a base di azoto (lo stesso elemento che compone una parte preponderante del DNA), suggerendo che la teoria della panspermia (l’origine della vita dallo spazio) debba essere presa ancor più in considerazione. Del resto sono stati individuati composti come l’acetone, noto ai chimici come dimetilchetone (per via della presenza di un doppio legame con l’ossigeno e due gruppi metilici) e l’acetamide, un minerale di origine organica basato sulla combinazione fra azoto e carbonio. La superficie è più eterogenea. Ricca di ciottoli di diverse dimensioni, e strutture che riflettono la luce; benché le comete rimangano fra gli oggetti più scuri del cosmo. Sono esempi riconducibili a potenti processi erosivi e all’azione del vento solare. La missione Rosetta ha infine consentito di risalire alla temperatura della cometa, intorno ai -183°C.

Le scoperte future? Difficile prevederle, ma è certo che Rosetta ha risolto solo in parte i dubbi su queste bizzarrie del cosmo. Il senso dell’ellitticità delle orbite delle comete è ancora da chiarire, così come il loro legame con la nebulosa primordiale che ha originato il sistema solare oltre 4 miliardi e mezzo di anni fa.


Fonte: https://rivistanatura.com/

Articolo del 4 ottobre 2016 di Gianluca Grossi



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