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  • Ale Torrini

Palazzi reali a Seoul

La scienza moderna si basa su una filosofia del dubbio e si distingue in ciò dalla scienza antica, che si basava invece su una filosofia del Thaumadzein, ovvero dello stupore...

(Hannah Arendt)

I 5 più bei palazzi reali di Seoul.


Seoul è una città metropolitana e super tecnologica, ma non per questo manca di posti ricchi di storia e di cultura tutti da scoprire, tra cui templi buddisti e palazzi reali antichi. In questo articolo prendiamo in considerazione i palazzi reali di Seoul, soffermandoci su quelli più rappresentativi.

Se ti trovi a Seoul o hai in programma un viaggio nella capitale della Corea, non perderti questo articolo e l’occasione di visitare i suoi bellissimi 5 palazzi reali.

1. Gyeongbok-gung (경복궁)

Tra i palazzi reali di Seoul che non puoi assolutamente perderti, al primo posto c’è Gyeongbok-gung. Gyeongbok-gung è situato in posizione centrale, dietro a piazza Gwanghwamun, in cui si trovano la statua di re Sejong il Grande e del generale Yi Sun Sin. I palazzi reali di Seoul della dinastia Joseon (1392-1897) sono cinque e Gyeongbok-gung è quello principale. Purtroppo la maggior parte del palazzo è stata distrutta durante l’invasione Giapponese del ‘900 e quindi gran parte del palazzo non è originale ma è comunque una fedele ricostruzione. La struttura più bella è costituita dal padiglione Gyeonghoeru, costruito su pilastri di granito al centro di un lago artificiale. Gyeongbok-gung si può visitare pagando un ingresso di 3000 won (circa 2,30 euro), ma se si indossa l’hanbok, l’abito tradizionale coreano, è possibile entrare gratuitamente. Realizzato nel XIV secolo come imponente residenza reale, il Palazzo Gyeongbokgung, nel cuore di Seoul, è oggi considerato un capolavoro dell’architettura pagodica. Questo luogo monumentale si estende su una superficie di 400.000m2 e rappresenta secoli di storia e tradizione coreana. Il palazzo è un’attrazione per milioni di visitatori che giungono da tutto il mondo. L’illuminazione ERCO riesce a creare di notte un’atmosfera suggestiva, in cui vengono risaltate le peculiarità architettoniche degli edifici. La struttura originaria del palazzo è risalente, nientedimeno, al 1395. Gravemente danneggiato nel corso di guerre e conflitti, il complesso è stato ricostruito nel 1868, salve poi essere nuovamente distrutto e parzialmente abbattuto nel periodo del colonialismo giapponese (1910-1945). Solo nel 1990, il Palazzo Gyeongbokgung e le sue residenze sono state restaurate e riportate allo stato originale. Chi visita la struttura si avvia per un viaggio nel tempo alla scoperta dello stile della Corea del XIV secolo. Le residenze all’interno del palazzo sono degli esempi fedeli dell’architettura pagodica coreana tradizionale. Questo stile architettonico si contraddistingue per edifici suggestivi a più piani, in cui i singoli livelli sono separati da cornicioni sporgenti. I tetti curvi sono adornati con colori vivaci e impreziositi da dettagli raffinati. Nella tradizione coreana, le pagode erano destinate ad accogliere le spoglie mortali dei monaci buddisti più illuminati. Un viaggio nel tempo alla scoperta del XIV secolo - accompagnati dall’illuminazione. La progettazione dell’illuminazione è opera di bitzro & partners, uno degli studi leader in Corea del Sud. Alla base del loro concept per il Palazzo Gyeongbokgung vi è l’obiettivo di portare i visitatori alla scoperta del passato. «Viviamo nel XXI secolo, ma i cieli stellati che vediamo oggi sono gli stessi che i nostri antenati vedevano 500 anni fa,» afferma Kiyoung Ko, fondatrice e direttrice del design di bitzro & partners. «La nostra idea è stata di progettare l’illuminazione, così da fare rivivere a chi visita oggi il palazzo le stesse emozioni di chi si recava in questo luogo mezzo secolo fa: Cosa vedeva e provava il Re quando attraversava il suo palazzo sotto il cielo stellato? Che emozioni sentivano le donne quando passeggiavano nei giardini? Come era il riflesso del palazzo nell’acqua alla luce della luna? Ecco, abbiamo pensato di rendere l’esperienza dei visitatori quanto più autentica e comprensibile.»L’illuminazione coreana tradizionale era, di norma, costituita da lampade a cherosene dalla tonalità di luce calda. La luce fuoriesce delicatamente dalle tradizionali finestre Hanji e, visto dall’esterno, crea un’aura mistica. bitzro & partners ha, quindi, puntato prevalentemente sull’illuminazione indiretta bianco calda (3000K), così da ricreare nel palazzo l’atmosfera di un tempo. Nella stessa direzione va anche la scelta consapevole dei designer di non illuminare completamente gli edifici di notte, bensì di porre in risalto determinati dettagli architettonici, come i cornicioni di gronda, le colonne e le ornamentazioni. «Per ricreare in modo perfetto quest’aura, dovevamo essere sicuri che l’illuminazione fosse precisa e regolabile e che non venisse emessa alcuna luce parassita,» spiega Kiyoung Ko. «Grazie a ERCO siamo riusciti nel nostro intento.»Impiegare la luce per presentare con maestria oggetti di grandi dimensioni. Al centro dell’ampia corte, nel cuore del Palazzo Gyeongbokgung, troviamo la sala Geunjeongjeon. All’interno di questa sala del trono principale e del complesso probabilmente più conosciuto del palazzo, il Re concedeva udienza, emetteva dichiarazioni ufficiali e riceveva emissari stranieri. La struttura della sala è composta quasi del tutto in legno, impreziosita da balaustre ricche di dettagli e adornata di sculture di draghi e fenici, e poggia su un fondamento in pietra a due livelli. La sala viene illuminata da grande distanza con proiettori Kona e la distribuzione della luce narrow spot, che spicca per la sua emissione precisa e stretta 6°. Essendo il complesso un bene culturale nazionale, è stato necessario installare l’illuminazione a una distanza considerevole, di circa 70m, distribuendo dieci proiettori su due pali. Il flusso luminoso elevato del modulo LED da 42W rende Kona lo strumento di illuminazione ideale per distanze di proiezione considerevoli. Illuminazione diffusa delle pareti per orientamento e dettagli architettonici. Adagiato su un piccolo isolotto, ricavato da un lago artificiale all’interno del palazzo, troneggia un edificio in legno e pietra di un piano: il padiglione Gyeonghoeru. Accessibile tramite tre ponti, il padiglione serviva come luogo di ritrovo per feste e banchetti di stato. La disposizione delle colonne si ricollega all’antica filosofia dualistica dello Yin e dello Yang. Per illuminare la struttura si è optato per apparecchi da pavimento Tesis quadrato, che risaltano gli ornamenti colorati del cornicione e riproducono la curvatura verso l’alto del tetto sui lati del padiglione. «Un vantaggio degli apparecchi di illuminazione è stato di poterli installare in modo discreto nel suolo o sulle pietre,» afferma Kiyoung Ko. «I visitatori vengono guidati esclusivamente dalla luce, che rivela i raffinati dettagli architettonici del padiglione. L’apparecchio di illuminazione stesso è praticamente invisibile.» Tecnologia LED moderna per il monumento storico più importante della Corea del Sud. Per essere all’altezza del proprio concept di illuminazione e della complessità architettonica del palazzo, bitzro & partners ha impiegato tecnologia LED di ultima generazione: in tal senso è stata rivolta particolare attenzione a un’elevata resa cromatica (CRI>92) e a una consistenza dei colori affidabile, così da rappresentare fedelmente i delicati dettagli decorativi delle strutture. Tenendo conto dei vincoli posti dalla tutela culturale, i progettisti hanno deciso di puntare su apparecchi di illuminazione per esterni a manutenzione ridotta ERCO. Anche dopo 50.000 ore di esercizio, il 90% dei LED possiede ancora il 90% del flusso luminoso iniziale. Il tasso di guasto dei singoli LED in questo lasso di tempo è inferiore allo 0,1%. I nuovi apparecchi di illuminazione a LED sostituiscono la precedente illuminazione con lampade ad alogenuri metallici. La nuova illuminazione consente di abbassare il consumo energetico di circa 80%. «Le texture e i dettagli delle superfici di legno e pietra, che per molto tempo non hanno ricevuto la dovuta attenzione, adesso possono risplendere in tutta la loro gloria,» spiega Kiyoung Ko. «Grazie ai diversi angoli di distribuzione ad elevata precisione, siamo stati in grado di realizzare tutti i dettagli del nostro concept di illuminazione in modo perfetto.» Il Palazzo Gyeongbokgung non è solo una mera attrazione per i turisti di tutto il mondo. La nuova illuminazione ne sottolinea anche il ruolo di straordinario simbolo culturale, che unisce la storia e la tradizione coreana sotto una nuova luce.

2. Changdeok-gung (창덕궁)

Changdeok-gung è il palazzo che ospitò l’ultimo imperatore della dinastia Joseon. Presenta al suo interno un ampio giardino in cui si trovano specie vegetali rare, alberi antichi di oltre 300 anni e uno stagno con fiori di loto durante il periodo estivo. Non è molto lontano da Gyeongbok-gung ed è inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 1997. È possibile visitarlo pagando un ingresso di 3000 won, più 5000 per il Giardino Segreto.

3. Changgyeong-gung (창경궁)

Di fianco a Changdeok-gung troviamo Changgyeong-gung, palazzo che inizialmente fu costruito come residenza estiva dell’imperatore del regno di Goryeo, ma che più tardi diventò uno dei palazzi della dinastia Joseon. Purtroppo Changgyeong-gung fu interamente distrutto da un incendio durante la dominazione giapponese e quindi quello che possiamo vedere oggi è soltanto una ricostruzione, che resta il più fedele possibile allo stile originario. Sul retro del palazzo si trova il primo giardino botanico in stile occidentale della Corea. È possibile visitarlo pagando un ingresso di soli 1000 won.

4. Deoksu-gung (덕수궁)

Deoksu-gung è il più piccolo dei cinque palazzi reali di Seoul. Anch’esso è stato interamente distrutto dai giapponesi ed è stato ricostruito verso l’inizio del ventesimo secolo. Si trova in posizione centrale vicino alla fermata della metro City Hall (시청) e al suo interno contiene anche un museo di arte moderna e contemporanea. Ogni giorno, alle 11 del mattino o alle 2 del pomeriggio, è possibile assistere davanti all’ingresso principale del palazzo al caratteristico cambio della guardia, alla fine del quale è possibile fare le foto con gli attori in costume. È possibile visitare Deoksu-gung pagando un ingresso di soli 1000 won.

5. Gyeonghui-gung (경희궁)

L’ultimo tra i cinque palazzi reali di Seoul della dinastia Joseon è Gyeonghui-gung. Esso è stato, durante la seconda metà del periodo Joseon, il palazzo secondario del re, in cui si spostava durante situazioni particolari o di emergenza. Inizialmente molto grande, poteva contare circa un centinaio di edifici al suo interno. Purtroppo però oggi ne è rimasta solo una parte perché il resto è stato distrutto durante l’occupazione giapponese e mai ricostruito. Il palazzo si trova tra le fermate della metro della linea 5 di Seodaemun e Gwanghwamun e l’ingresso è gratuito.


Fonte: https://gogohanguk.com/

https://www.erco.com/




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